Avanzamento Fase 1

In questa fase sono stati raccolti tutti i dati di letteratura per definire lo stato dell’arte, individuate le pratiche comuni, le storie di successo e i punti critici sia sulla tecnologia di produzione e di upgrading del biogas, sia sull’impatto ambientale ed economico dei vari sistemi proposti. È stato inoltre effettuata un’analisi della filiera di produzione, con una stima della potenzialità di applicazione sul territorio (focalizzata sulla Regione Lazio) e un’analisi economica.

In questa fase si è cercato di individuare il mix di biomasse per l’ottimizzazione della produzione di biometano e si iniziato a valutare l’iter burocratico-autorizzativo per il processo di trasformazione in biometano e immissione nella rete nazionale.
Il progetto BioGame mira inoltre a definire alcune proposte per effettuare modifiche migliorative delle politiche di investimento nel settore del biometano, indicando un protocollo autorizzativo per la catena di produzione e immissione nella rete del gas naturale.
L’immissione del biometano nella rete italiana del gas naturale (la rete energetica più capillare e capiente esistente in Europa) consentirebbe di sfruttare al massimo il biometano prodotto, portandolo in modo efficiente dove il suo utilizzo è conveniente ed evitando costosi accumuli localizzati o la costruzione di un sistema parallelo di trasporto. La co-distribuzione di biometano e di gas naturale nelle rete nazionale del metano sarebbe infatti un modo efficiente di utilizzare le infrastrutture esistenti introducendo alternative rinnovabili ai combustibili fossili. Ad oggi, tuttavia i principali elementi di criticità, che non favoriscono un efficiente e rapido sviluppo della filiera italiana biogas/biometano, riguardano principalmente la mancanza di una legislazione tecnica incentivante e la carenza di una forte tecnologia italiana nell’upgrading del biogas a biometano.
In pratica, per essere iniettato nella rete del gas, alcune caratteristiche del biometano devono corrispondere alle specifiche tecniche che fissano i requisiti del gas in termini di qualità; ogni paese ha una propria regolamentazione a cui sottostare. Dando uno sguardo ciò che succede nel resto della Comunità Europea, in Germania, Svizzera, Francia e Svezia, Austria e Paesi Bassi l’immissione di biometano nella propria rete nazionale è consentita da alcuni anni, e molti esperti del settore chiedono uno standard comune per tutta l’Unione Europea in modo da facilitare lo scambio e l’uso, e di conseguenza l’espansione del mercato interno (la maggior parte del metano europeo ha provenienza russa e algerina).

Quindi, uno standard comune per il biometano garantirebbe una maggiore fattibilità economica dei progetti e migliori condizioni per l’espansione biometano italiano.

Il progetto BioGame si colloca nello scenario di riduzione della dipendenza da fonti fossili utilizzando fonti rinnovabili, con conseguente diminuzione delle emissioni di gas climalteranti e contemporaneamente individuando una metodologia per la valorizzazione dei rifiuti organici, agricoli e urbani, sostenibile anche per piccoli produttori del mondo oleario, per cui la filiera biogas/biometano è particolarmente interessante.

A differenza di altre filiere energetiche, la filiera del biogas/biometano ha alcune peculiarità che la rendono particolarmente interessante per il mondo agricolo:

  • è una filiera molto elastica che permette di sfruttare energeticamente una serie molto vasta di prodotti e sottoprodotti che altre filiere non riescono a sfruttare (effluenti zootecnici, sottoprodotti agro-industriali umidi e variabili nel tempo, sottoprodotti animali, ecc.);
  • è una filiera tipicamente corta che utilizza prodotti che non possono fare molta strada in quanto molto umidi, e deve gestire un residuo (digestato) umido che per ragioni economiche deve trovare collocazione nelle immediate vicinanze dell’impianto (10-20 km);
  • è una filiera agricola perché la dimensione impiantistica parte da 20 kW e arrivava fino a 2-3 MW, consentendo a tantissime aziende di attrezzarsi con una valida alternativa/integrazione al reddito agricolo;
  • è una filiera che permette di sfruttare appieno anche l’energia termica di cogenerazione (riscaldamento domestico, essiccazione foraggi, ricoveri zootecnici, serre, utenze residenziali);
  • è una filiera che riduce l’impatto ambientale degli allevamenti, recuperando parte delle emissioni spontanee di metano dagli stoccaggi, consente di produrre energia elettrica e termica risparmiando fonti fossili
  • è realizzabile a livello decentrato;
  • è una fonte programmabile;

Il biometano è in grado di approfittare della possibilità di accumulo rappresentata dalla rete e dagli stoccaggi del gas naturale.