Sansa

Sansa

La sansa è la materia solida che resta dopo le procedure di spremitura e/o frantumazione di diversi prodotti della filiera agricola: olive, uva, o altra frutta.

Essenzialmente si tratta di sottoprodotti della filiera agricola che verrebbero considerati come rifiuto se trattatati per produrre energia.

La sansa è per lo più costituita ciò che avanza dopo l’estrazione di acqua, la spremitura di succhi e/o l’estrazione di oli dalla frutta in genere, per tale ragione presenta un contenuto d’acqua ridotto.
La sansa può essere trattata anaerobicamente per produrre metano, infatti per ogni tonnellata di sansa si può ottenere in 40-50 giorni intorno a 150-200 m3 di metano, utile per produrre energia.
Considerando che un impianto di digestione anaerobica da 999kW può utilizzare da 1 a 10 t/gg di sansa, a seconda delle caratteristiche di essa e degli altri prodotti utilizzati nell’alimentazione, la produzione di metano può variare per ogni ciclo tra 200 e 2000 m3 giorno di metano.
L’utilizzo ai fini energetici delle sanse richiede, in caso di combustione, un ulteriore processo di essicazione per ridurre il grado di umidità dello scarto. La sansa vergine e le acque di vegetazione sono invece impiegate per la produzione di biogas.

Per maggiori informazioni si consigliano i seguenti link:

Diego Vagnini – Sanse, la resa di metano varia di caso in caso

Unapol – Verifica e piano di fattibilità per la realizzazione di una filiera agro energetica attraverso il recupero delle sanse

Category:  

Filiera del Biogas

Date:   

8 aprile 2015