il Progetto BIOgame

Il progetto propone di sviluppare, testare e ottimizzare la fase di purificazione che porta ad ottenere il biometano dal biogas, in scala piccola ed economica, attraverso l’impiego sperimentale di zeoliti naturali prelevate dagli scarti di lavorazione del tufo laziale.

L’obiettivo generale è quello di favorire lo sviluppo del mercato e della produzione distribuita di biometano.

Il biogas è il prodotto del processo biochimico di digestione anaerobica (in assenza di ossigeno), chiamato anche fermentazione batterica anaerobica, durante il quale opportuni microrganismi convertono la biomassa di partenza (residui organici di varia provenienza) in biogas (una miscela gassosa combustibile composta da metano, anidride carbonica e altri componenti in tracce). La purificazione del biogas, con l’eliminazione di tutte le impurità e dell’anidride carbonica, fornisce un gas chiamato biometano, con caratteristiche molto simili al gas metano estratto da fonti non rinnovabili.
Generalmente la reazione di fermentazione ha bisogno di particolari condizioni operative affinché i microrganismi dedicati alla digestione riescano ad essere operativi: ogni biomassa presenta caratteristiche diverse, e la reazione di fermentazione deve tenerne conto per ottimizzare il processo.

Per la produzione di biogas, il progetto BioGame si focalizza sulla trasformazione della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU) e degli scarti della produzione dell’olio di oliva, stimolando una gestione virtuosa di residui organici e sfruttandone il grande potenziale energetico. Gli scarti della lavorazione dell’oliva sono dei substrati complessi da trattare per ottenere biogas; la resa e la qualità del biogas prodotto dipende da molteplici fattori: i polifenoli presenti, grazie alle loro caratteristiche anti-ossidanti e anti-microbiche che rendono l’olio d’oliva tanto salutare, limitano fortemente i fenomeni degradativi che stanno alla base della fermentazione anaerobica. Tuttavia questi scarti dell’industria olearia rappresentano un effettivo problema economico ed ambientale, che una adeguata ed innovativa valorizzazione energetica come quella proposta dal progetto BioGame potrebbe risolvere. Infine è da tenere in considerazione che l’Italia è il secondo produttore mondiale di olio dopo la Spagna, e in particolare il Lazio è al quinto posto tra le regioni italiane produttrici di olio e il maggior produttore di olive nel centro Italia, dopo la Toscana.
Nel corso del progetto BioGame è prevista l’esecuzione di un completo programma di test in scala di laboratorio, partendo dalla digestione anaerobica, continuando con la purificazione del biogas a biometano e sperimentando l’impiego dei tufi laziali.

Il progetto BioGame si colloca nello scenario di riduzione della dipendenza da fonti fossili utilizzando fonti rinnovabili, con conseguente diminuzione delle emissioni di gas climalteranti e contemporaneamente individuando una metodologia per la valorizzazione dei rifiuti organici, agricoli e urbani, sostenibile anche per piccoli produttori del mondo oleario, per cui la filiera biogas/biometano è particolarmente interessante.