Descrizione

Il progetto BIOgame ha come obiettivo generale quello di favorire lo sviluppo del mercato e della distribuzione di biometano.

 

L’attività consiste nello sviluppo, nella validazione e nell’ottimizzazione di una metodica di purificazione del biogas in piccola scala ed economicamente sostenibile, attraverso l’impiego sperimentale delle zeoliti naturali prelevate dagli scarti di lavorazione del tufo laziale.

Da sperimentazioni pregresse, si è osservato che alcuni tipi di tufo riescono a sequestrare contemporaneamente l’anidride carbonica e gli altri contaminanti presenti a basse concentrazioni, oltre ad agire come potente disidratante. L’attività consiste nell’impiegare i tufi nella tecnica di adsorbimento a pressione oscillante (PSA): infatti, in alcune soluzioni impiantistiche sono state utilizzate zeoliti sintetiche (molto costose) per l’adsorbimento dell’anidride carbonica. Le zeoliti naturali potranno essere impiegate sia per l’adsorbimento dell’anidride carbonica che per l’abbattimento dell’acido solfidrico in sostituzione del carbone, generalmente utilizzato per tali scopi. Normalmente, il carbone impiegato viene rigenerato: questo comporta una riduzione di efficienza nell’abbattimento di silossani e altri composti organici volatili. Essendo i tufi materiali di scarto disponibili in elevate quantità a prezzi contenuti (a seguito di una sempre maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti del radon), il loro utilizzo comporta l’eliminazione della fase di rigenerazione. Inoltre i tufi riescono ad adsorbire l’ammoniaca in modo efficace: pertanto, una volta arricchiti, potrebbero essere smaltiti sui terreni agricoli, aumentandone la produttività. Infatti è già pratica comune l’impiego del tufo nei terreni, poiché ha un effetto di lento rilascio sia di acqua di irrigazione sia di concime azotato.

A valle della purificazione del biogas, verrà sviluppato, testato e validato un sistema di monitoraggio economico ed in tempo reale del biometano ottenuto, mediante sensori a basso costo che potranno essere facilmente applicati anche a impianti di piccola e media taglia.

Per la produzione di biogas, il progetto si focalizza sulla valorizzazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani e degli scarti della produzione dell’olio di oliva, stimolando una gestione virtuosa di residui organici e sfruttandone il grande potenziale energetico. All’attuale stato dell’arte, infatti, lo smaltimento di quest’ultimo tipo di biomassa implica seri rischi di alterazione degli ecosistemi interessati, sia per la notevole quantità di carbonio organico e di azoto disciolti all’interno di questi reflui, sia per l’elevato contenuto di fenoli e polifenoli, fortemente ecotossici; inoltre, questa pratica non permette di sfruttare il potere energetico del carbonio organico disciolto: la produzione di biometano, al contrario, consente sia di ridurre l’impatto ambientale che di sfruttare energeticamente queste scarti, trasformandoli in risorse.